Previsioni meteo: come vengono calcolate

Da millenni l’umanità cerca di prevedere il tempo. Ci sono evidenze che già i Babilonesi nel 600 a.C. avessero sviluppato dei sistemi di previsione meteorologica, basati sull’osservazione di nuvole e stelle.
Oggi riusciamo a prevedere con largo anticipo e con un alto grado di accuratezza, che tempo farà in una determinata area geografica.

Importanza delle previsioni meteo

Prevedere le condizioni meteorologiche ci permette non solo di scegliere l’abbigliamento ideale o decidere se portare con noi un ombrello, ma è importante anche per la sicurezza pubblica: basti pensare a quanto sia importante prevedere l’arrivo di un uragano o una possibile inondazione.
In campo economico l’agricoltura è sicuramente l’ambito più influenzato da eventuali condizioni meteorologiche avverse, ma questo vale anche per il turismo e i trasporti.

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Raccolta di dati e calcolo delle previsioni

Le previsoni meteo al giorno d’oggi vengono calcolate tramite complesse equazioni, che seguono sofisticati modelli matematici.
Una grande mole di dati viene raccolta tramite aerostati, che sono in grado di monitorare le condizioni meteorologiche fino a 20 chilometri di altezza. A questi dati si aggiungono quelli delle stazioni di rilevamento, distribuite in modo capillare sulla superficie terrestre, che tramite numerosi strumenti come termometri, pluviometri, igrometri e barometri sono in grado di collezionare in ogni momento moltissime informazioni utili al calcolo.

I satelliti, ruotando attorno al globo, completano il quadro, fornendo una visione dei fenomeni atmosferici meno dettagliata, ma in grado di coprire anche le aree geografiche escluse dai precedenti strumenti di rilevazione.

I dati vengono poi analizzati da supercomputer veloci e potenti. Nonostante il grado di complessità di queste operazioni, l’affidabilità delle previsioni è intorno al 80% per i primi due giorni, ma scende fino al 50% già al quarto giorno.

Metodi di previsione

Oltre ai calcoli giornalieri affidati ai supercomputer, ci sono numerosi metodi tutt’oggi utilizzati, soprattutto per fare previsioni meteo su aree geografiche circoscritte.

Uno di quelli che viene citato più di frequente nelle previsioni trasmesse in televisione o pubblicate su siti web, tiene conto delle variazioni di pressione atmosferica. Un cambio repentino di pressione corrisponde ad un cambio climatico. La bassa pressione è associata ad una maggiore probabilità di pioggia, mentre l’alta pressione porta generalmente il bel tempo.

Il metodo della persistenza si basa sulla previsione meteo in base a schemi ripetuti e prevedibili. In alcune aree geografiche, come ad esempio in alcune regioni del su Italia, si susseguono periodi più o meno lunghi senza variazioni climatiche. Spesso il calcolo viene associato alle regole della cosiddetta legge di compensazione che, sul lungo periodo, tende a riportare l’equilibrio in caso di persistenza atmosferica. La combinazione di queste due tendenze può portare, ad esempio, a prevedere un mese di sole seguito da un mese di pioggia.

Degna di menzione è anche la Climatologia che si affida alla media dei dati climatici raccolti negli anni passati. Usata già dai nostri avi che tramandavano memorie di eventi climatici ricorrenti, ha acquisito credibilità scientifica grazie alle analisi statistiche a ai moderni data base, che permettono di raccogliere e confrontare enormi quantità di dati.

Fonte: Sky Meteo